E così finisce un’altra giornata.

Io mi ricordo di avere un blog.

Vinciamo 5 medaglie olimpiche, e facciamo pure il triplete.

Inspira.

Il cane non sta fermo un secondo, stasera. Mia sorella non è in casa.

Non ho sonno, sapete? Ho troppe idee e troppe paure che mi giran per la testa.  E poi, fa anche troppo caldo, per dormire.

Avrei voluto chiacchierare con qualcuno, stasera. Avrei voluto uscire. Avrei voluto bermi qualcosa di meglio di una birra del discount.

Espira.

Mi mancano i nonni.

Mi mancano gli amici di un tempo. Quelli del coro, Quelli dell’università, Quelli delle superiori, e così via. O almeno, per le ultime due categorie, quelli che in fondo, sebbene fossi “diverso” da loro (intendiamoci, per mezzi di svago), mi han voluto bene.

Mi mancano i cugini del Brasile. Da quando è morta nonna, più di un anno fa, non li ho più sentiti.

Inspira.

Sono un coglione, ora dovrei essere impegnato nel lavorare, non nel scrivere questo post.

Scrivo le cose di getto, perchè se ci penso non le scriverei.

Per questo non scrivo mai.

Espira.

“Simone, sei un coglione. Ma lo sei sempre, non solo stasera.” Ci fosse qualcuno che me lo dicesse ora, anche solo al telefono…

Pensa. Abito in periferia. Sono senza auto da tre settimane. Sto uscendo pazzo.

Prendi i mezzi, mi dicono. Trasferisciti, mi dicono. Ma io sto bene qui. Dove i mezzi però dopo le 8 non passano più. E la domenica MAI.

Ripeti.

O forse non sono pazzo. Sono solo un coglione.